Candele di accensione: quando cambiarle e cosa raccontano

le candele si cambiano agli intervalli previsti dal costruttore, che variano molto a seconda del tipo — rame, platino o iridio — e del motore. Ma il dato.

In breve: le candele si cambiano agli intervalli previsti dal costruttore, che variano molto a seconda del tipo — rame, platino o iridio — e del motore. Ma il dato più utile non è la scadenza: è quello che si legge sull’elettrodo quando le si smonta. Il colore e la forma dei depositi raccontano come sta lavorando quel cilindro, e sono una diagnosi gratuita che quasi nessuno sfrutta.

Cosa fa una candela

Genera l’arco elettrico che innesca la combustione, in un ambiente ostile fatto di pressioni elevate, temperature che oscillano di centinaia di gradi e migliaia di accensioni al minuto. Deve farlo in modo ripetibile per decine di migliaia di chilometri.

L’elettrodo si consuma progressivamente per erosione: la distanza fra elettrodo centrale e massa aumenta, e con essa la tensione necessaria a far scoccare la scintilla. Quando la richiesta supera quello che la bobina può fornire in certe condizioni, compaiono le mancate accensioni.

I tre tipi principali

Rame (nichel). Buona conduttività, costo contenuto, ma durata più breve: sono le candele che richiedono sostituzioni più frequenti.

Platino. L’elettrodo resiste meglio all’erosione, con intervalli di sostituzione più lunghi. Esistono versioni con platino su un solo elettrodo o su entrambi.

Iridio. Elettrodo centrale molto sottile e resistente, che richiede meno tensione per la scintilla e dura più a lungo. È lo standard su gran parte dei motori moderni.

La regola non è «prendere il tipo migliore» ma montare quello prescritto dal costruttore: grado termico, distanza e geometria sono calcolati per quel motore.

Ogni quanto si cambiano

L’intervallo è indicato nel piano di manutenzione e cambia in modo importante fra un motore e l’altro. Su alcune vetture rientra in ogni tagliando, su altre in uno ogni due, su altre ancora è legato a chilometraggi elevati.

Due condizioni accorciano la vita reale delle candele: l’uso urbano con molti avviamenti, e l’alimentazione a gas, che le fa lavorare in condizioni diverse dalla benzina. In entrambi i casi conviene stare sul lato prudente dell’intervallo.

Cosa raccontano quando le smonti

Elettrodo marrone chiaro, asciutto: è la condizione ideale, con combustione corretta e grado termico giusto.

Nero e secco, fuligginoso: miscela troppo ricca, filtro dell’aria intasato, o molti tragitti brevi in cui il motore non arriva in temperatura.

Nero e oleoso: olio che arriva in camera — segmenti o guide valvole. È un sintomo meccanico, non di accensione.

Bianco, con elettrodo eroso o vetrificato: temperature troppo alte, miscela magra o grado termico sbagliato. È la condizione che precede i danni.

Elettrodo consumato in modo asimmetrico: normale usura avanzata, oppure segnale che quel cilindro lavora diversamente dagli altri.

Leggere le candele di tutti i cilindri e confrontarle fra loro è l’esame più economico che si possa fare su un motore a benzina.

I sintomi di candele esauste

  1. Avviamento più lungo, soprattutto a freddo o dopo soste lunghe.
  2. Minimo irregolare con piccole vibrazioni.
  3. Esitazioni in accelerazione, come un attimo di vuoto.
  4. Consumo in leggera crescita.
  5. Mancate accensioni con spia motore, allo stadio finale.

Il legame con il resto del motore

Le candele non lavorano da sole: la scintilla è l’ultimo anello di una catena che comprende bobine, cablaggio e qualità della miscela. Un motore con iniettori sporchi o con depositi in camera chiede alle candele condizioni più difficili, e le consuma prima.

È il motivo per cui sostituire le candele su un motore trascurato porta un miglioramento che dura poco: il componente nuovo torna a lavorare nelle stesse condizioni che avevano consumato il precedente.

Come si sostituiscono senza fare danni

Si lavora a motore freddo, per evitare che la dilatazione della testata renda difficile l’estrazione e per non rischiare di rovinare il filetto. Si pulisce l’incavo prima di sfilare la candela, così che sporco e detriti non cadano nel cilindro.

Il serraggio va fatto alla coppia prescritta: troppo poco significa cattivo scambio termico e possibili trafilamenti, troppo rischia di danneggiare la sede. Su alcuni motori si usa una piccola quantità di grasso specifico sul filetto, ma solo se il costruttore lo prevede.

Anche i diesel hanno qualcosa di simile

No, i diesel non hanno candele di accensione: si accendono per compressione. Hanno però le candelette di preriscaldo, che scaldano la camera per facilitare l’avviamento a freddo e che su molti motori continuano a lavorare anche dopo, per rendere più regolare la combustione iniziale.

Sono componenti diversi con una manutenzione diversa, ma condividono una cosa: quando sono esauste il motore parte male, e il sintomo compare con l’arrivo del freddo.

Prevenzione: come farle durare

Mantenere pulita la combustione è il modo migliore: meno depositi significa candele che lavorano nelle condizioni previste. Qui rientrano la manutenzione del circuito di alimentazione e il rispetto della specifica dell’olio, che riduce i vapori pesanti in camera.

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Domande frequenti

Posso montare candele di tipo diverso da quelle originali?

Meglio di no: grado termico, distanza e geometria sono calcolati per quel motore. Un grado termico sbagliato porta a preaccensioni o a imbrattamento.

Le candele si possono pulire e rimontare?

Era una pratica comune un tempo. Oggi, con elettrodi sottili in iridio o platino, la pulizia rischia di danneggiarli e non ripristina la distanza corretta.

Vanno cambiate tutte insieme?

Sì: hanno la stessa età e la stessa storia. Sostituirne una sola porta a un funzionamento disomogeneo fra i cilindri.

Le auto a GPL consumano più candele?

Lavorano in condizioni diverse e con richieste di tensione maggiori, quindi conviene non allungare gli intervalli.

Cosa succede se le cambio in ritardo?

Aumenta lo sforzo su bobine e centralina di accensione, e compaiono mancate accensioni che nel tempo possono danneggiare il catalizzatore.

Le mancate accensioni sono sempre colpa delle candele?

No: possono dipendere da bobine, iniettori o compressione. La lettura degli errori indica il cilindro, e da lì si procede dal componente più economico.

Ha senso montare candele «racing»?

Su un motore di serie, quasi mai: sono pensate per condizioni di uso diverse e possono lavorare peggio nell’utilizzo quotidiano.

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