Partenze a freddo: la routine invernale che allunga la vita all’impianto

L'avviamento è il momento peggiore per il motore. Cinque gesti che non costano niente e quattro cose da preparare prima dell'inverno.

In breve: l’avviamento è il momento in cui il motore soffre di più, e d’inverno la cosa peggiora. La routine che allunga la vita all’impianto è fatta di gesti semplici: aspettare la fine del preriscaldo, partire subito ma piano, evitare i tragitti da tre chilometri quando si può, e arrivare alla stagione fredda con batteria, filtro e carburante in ordine. Nessuno di questi costa niente.

Perché il freddo pesa

All’avviamento l’olio è denso e impiega qualche istante a raggiungere tutti i punti da lubrificare: nei primi secondi il film protettivo è più sottile di quanto sarà un minuto dopo. È la fase in cui si concentra una parte importante dell’usura di tutta la vita del motore.

Il gasolio, dal canto suo, si accende con più difficoltà perché l’aria di fine compressione parte da una temperatura più bassa. Il ritardo di accensione aumenta, la combustione diventa più brusca, e il motore risulta più rumoroso.

Nel frattempo la batteria eroga meno corrente proprio mentre il motorino ne chiede di più, per vincere la maggiore resistenza dell’olio freddo. Tutto insieme, i primi trenta secondi valgono molti chilometri.

La routine, gesto per gesto

1. Aspetta che la spia del preriscaldo si spenga prima di girare la chiave. Su molte auto è questione di un attimo, ma è l’attimo che serve alle candelette per portare la camera alla temperatura giusta.

2. Non tenere il motore al minimo per «scaldarlo». Il modo più rapido per portarlo in temperatura è guidare, con dolcezza. Al minimo si scalda poco e male, e nel frattempo il gasolio incombusto lava il film d’olio dalle pareti dei cilindri.

3. Primi chilometri senza pretese. Regimi bassi, niente pieni carichi finché la temperatura non sale. Vale soprattutto per il turbo, che a olio freddo lavora in condizioni sfavorevoli.

4. Evita i tragitti brevissimi ripetuti, quando puoi accorparli. È la condizione peggiore per l’impianto di iniezione, per l’olio e per il filtro antiparticolato.

5. Una volta a settimana, un tratto lungo a velocità costante: fa più bene di qualsiasi prodotto e permette al filtro di completare i cicli.

Cosa preparare prima che arrivi il freddo

Batteria controllata. Se ha quattro o cinque anni, falla misurare prima di dicembre: il controllo è rapido e spesso gratuito, e sostituirla in autunno costa quanto sostituirla a gennaio, senza il disagio di restare a piedi.

Filtro del gasolio in ordine. Con basse temperature un filtro vicino alla saturazione è il punto in cui si ferma tutto, perché basta poca paraffina per chiuderlo del tutto.

Serbatoio piuttosto pieno per ridurre la condensa, e carburante rinnovato: quello comprato in estate non è quello che serve a gennaio.

Manutenzione del circuito di alimentazione, così i polverizzatori arrivano all’inverno puliti: è a freddo che una nebulizzazione sporca si fa sentire di più.

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Con una precisazione utile: se le candelette sono esauste o la batteria è al capolinea, un trattamento del carburante non cambia il quadro. Lavora sulla nebulizzazione, che è una delle condizioni dell’avviamento, non l’unica. Ha senso quando il resto è in ordine e l’impianto ha molti chilometri alle spalle.

Le abitudini che fanno danni

Insistere con il motorino. Tentativi lunghi e ripetuti scaricano la batteria e surriscaldano il motorino d’avviamento. Dopo due o tre tentativi senza esito, conviene fermarsi e capire perché.

Accendere e spegnere per «muovere l’auto» in cortile. Sono i cicli peggiori: il motore si accende, non arriva in temperatura, e si spegne. Ripetuto per settimane, produce esattamente i problemi che si volevano evitare.

Usare spray a base di etere per aiutare l’avviamento su un motore con candelette funzionanti: aumentano il rischio di combustioni violente e sui motori moderni possono fare danni.

Il riscaldamento dell’abitacolo

Accendere subito il riscaldamento al massimo sottrae calore al motore e allunga il tempo che impiega ad arrivare in temperatura. Nei primi minuti conviene tenerlo basso, anche perché il calore non c’è ancora e si sposta solo aria fredda.

Il lunotto termico e i sedili riscaldati, invece, non incidono sul motore ma sul carico elettrico: con una batteria stanca, accenderli tutti insieme subito dopo l’avviamento non aiuta.

Se hai un preriscaldatore programmabile, è lo strumento migliore che esista per questo problema: parte prima di te e ti consegna un motore che non deve scaldarsi da zero.

Il caso di chi parcheggia all’aperto

Chi lascia l’auto fuori, in zone dove la temperatura scende sotto zero, ha due variabili in più: l’escursione notturna e l’umidità che condensa. Sono le condizioni in cui la preparazione autunnale fa la differenza maggiore.

Un accorgimento semplice: parcheggiare, quando possibile, con il muso verso il riparo o vicino a un muro, per ridurre l’esposizione diretta al cielo notturno. Sono uno o due gradi, ma su un carburante al limite bastano.

E se l’auto resta ferma per giorni, evitare di lasciarla con il serbatoio quasi vuoto: la condensa lavora indisturbata proprio nelle soste lunghe.

Domande frequenti

Quanto devo aspettare prima di partire?

Il tempo del preriscaldo, poi si va. Restare fermi al minimo per minuti non serve e sui motori moderni è controproducente.

Il gasolio invernale devo chiederlo?

La rete distribuisce formulazioni adatte alla stagione. Il punto è non tenere per mesi nel serbatoio quello comprato in estate.

Le candelette vanno cambiate tutte insieme?

Di solito sì: hanno la stessa età e lo stesso uso, e sostituirne una sola porta a tornare in officina poco dopo.

Il riscaldamento acceso subito rallenta il riscaldamento del motore?

Un po’ sì, perché sottrae calore. Nei primi minuti conviene tenerlo basso, anche per non riempire l’abitacolo di aria fredda.

Serve un olio più fluido d’inverno?

Serve l’olio della gradazione prescritta dal costruttore, che è già scelta per coprire l’intervallo di temperature previsto. Cambiarla di testa propria è un rischio, non un’ottimizzazione.

La batteria si può ricaricare invece di sostituirla?

Se è ancora sana sì, e un mantenitore è utile per chi fa pochi chilometri. Se ha perso capacità per età, la ricarica dura poco.

Il diesel soffre più del benzina con il freddo?

Sì, per il modo in cui avviene l’accensione e per la corrente richiesta all’avviamento. È il motivo per cui la routine invernale su un diesel conta più che su un benzina.

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